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Lista dei governi non eletti dagli italiani

Di seguito la lista dei governi italiani entrati in carica senza seguire ad una elezione politica:

De Gasperi II (primo governo della Repubblica Italiana)
De Gasperi III
De Gasperi IV
De Gasperi VI
De Gasperi VII
Pella
Fanfani
Scelba
Segni
Zoli
Segni II
Tamboni
Fanfani III
Fanfani IV
Moro
Moro II
Moro III
Rumor
Rumor II
Rumor III
Colombo
Andreotti
Rumor IV
Rumor V
Moro IV
Moro V
Andreotti III
Andreotti IV
Andreotti V
Cossiga II
Forlani
Spadolini
Spadolini II
Fanfani V
Craxi II
Fanfani VI
De Mita
Andreotti VI
Andreotti VII
Ciampi
Dini
D’Alema
D’Alema II
Amato II
Berlusconi III
Monti
Renzi
Gentiloni

tot. 48 governi in 70 anni di storia repubblicana.

Dei 16 esecutivi restanti, entrati in carica a inizio di una legislatura, in almeno 2 casi (Leone e Andreotti III) la Presidenza del Consiglio non aveva la maggioranza del Parlamento scaturito dal voto elettorale degli Italiani. Nel caso dei primi governi Craxi e Amato, il Presidente del Consiglio apparteneva ad un partito politico (PSI) minoritario all’interno della coalizione di maggioranza.

Questo riassunto a titolo di cronaca, a memento per chi continua a sostenere l’illegittimità degli ultimi esecutivi “che nessuno ha votato”. Questa è la Repubblica Parlamentare, questa è la Costituzione, baby.

Ps. l’osservazione sul fatto che gli stessi a sostenere questa illegittimità siano esattamente gli stessi che hanno “difeso” la Costituzione per il voto referendario del 4 dicembre, la lasciamo al lettore.
Pss. nel 2006 ci fu il secondo referendum costituzionale della storia italiana, sulla riforma che prevedeva un’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Anche allora gli italiani dissero no. Anche allora vinse la Costituzione, vinse la Repubblica Parlamentare.

Elezioni di Midterm: allora non siamo soli.

Election-2014

Le elezioni di medio termine americane svoltesi in settimana hanno visto il trionfo dei Repubblicani che ora controllano sia il Congresso che il Senato. Avendo la maggioranza in entrambe le camere i vincitori rendono il Democratico Obama praticamente impotente: non potrà far approvare niente senza il consenso dei suoi avversari, che potranno affossare in Parlamento ogni sua iniziativa. Avrà comunque la possibilità di rendergli la pariglia: infatti ad ogni provvedimento uscito da una delle due camere potrà porre il veto presidenziale impedendone l’approvazione; quindi se i due partiti statunitensi non avranno responsabilità e non si accorderanno su nulla, la politica americana rischia di essere bloccata almeno fino al 2016.
Prima considerazione: allora non siamo soli! Non siamo l’unico paese al mondo in cui, se le elezioni vanno in un certo modo, si rischia l’ingovernabilità a causa dei veti incrociati.
Seconda considerazione: i Repubblicani sono tornati a vincere in America perché hanno finalmente lasciato perdere le posizioni più estremiste, hanno guardato al centro e non a destra, conquistando così i voti dei più moderati, che sono quelli che spostano il loro voto e quindi decidono la partita. Gente che si spaventa, forse giustamente, quando una delle due parti in gioco è troppo sbilanciata verso l’estremismo. Capito gente che vuole Salvini leader del Centro Destra?

P.S. Se poi gli antagonisti, o quelli che erano, evitano di aggredirlo…Primo, perché è stato vergognoso. Secondo perché, se proprio non gliene ne frega niente della libertà d’espressione, ne fanno un martire.

 

 

 

 

Ora come allora

Nell’utilizzo dell’ostaggio inglese John Cantlie come voce della propaganda jihadista si delineano chiaramente i tratti dello scontro di Civiltà che ci sta coinvolgendo. Al netto delle nostre insicurezze relativiste costrette a confrontarsi con la ferocia senza dubbi dell’integralismo islamico, escludendo cioè ogni considerazione o equiparazione religiosa dalla quale usciremmo sicuramente sconfitti, il tratto che esce di questo scontro resta quello di un confronto tra Civiltà, seppur usare questi termini ci spaventi a morte.
Per quanto tutto ci appaia più folle e sinistro, abbiamo già visto altrove quelle scene: anche in casa nostra.
Il processo e l’esecuzione di Roberto Peci, per esempio, perpetrata da giovani che per toni e fredda capacità di calcolo politica non erano per nulla dissimili da quel fondamentalista barbone sosia di Albano Carrisi, che un paio di settimane fa attaccava Cameron dall’ennesimo video diffuso sulla rete.
Cambiano i motivi, non troppo i metodi e per nulla le radici.
“Agisci in modo da trattare l’umanità, tanto nella tua persona quanto nella persona di ogni altro, sempre nello stesso tempo come un fine, e mai unicamente come un mezzo” scriveva Immanuel Kant.
Soltanto non capendo il valore umano della Civiltà che stiamo cercando di costruire, possiamo non accorgerci di come questa sia chiaramente una guerra di Civiltà: quella imperfetta cui siamo giunti, e quella che ci siamo lasciati alle spalle.

Moviola in campo no!! per favore no!!

Dopo il caos di Juve-Roma vorrei fare qualche breve considerazione. Molti giornali, calciatori, dirigenti e persino qualche intellettuale richiedono a gran voce la moviola in campo, addirittura il presidente della Federcalcio Tavecchio propone l’Italia come paese cavia per una sperimentazione. Ora, secondo me introdurre la moviola in campo è perfetto solo se vogliamo aumentare ancora di più il caos, la confusione, le lamentele e i sospetti e vi spiego il perché.
Prendiamo la partita di domenica, con la moviola in campo l’arbitro Rocchi si sarebbe accorto che l’intervento di mano di Maicon non era in area e non era manco fallo da punizione, ok: ma il secondo episodio? Il rigore dato alla Roma per il fallo su Totti era “rigore netto” secondo quest’ultimo, un rigore da ridere secondo altri. Ancora adesso dopo 48 ore si litiga. E il secondo rigore dato alla Juve? Idem. Per alcuni è netto, per altri no e ancora adesso dopo 48 ore si litiga. E non mi pare sia la prima volta che dopo 48 ore ancora si discuta se è rigore o meno, con giocatori e tifosi divisi a seconda della squadra e moviolisti divisi dalle diverse interpretazioni.
Quindi cosa avremmo ottenuto con la moviola in campo in questi due casi? Due opzioni, o partita ferma da 48 ore in attesa di parere pro veritate della Corte Costituzionale, oppure Rocchi che prende una decisione dopo una rapida visione di un’immagine che non chiarisce con certezza. Una decisione che sarebbe stata ancora più contestata “Manco con la moviola ci azzecca! E’ la prova della malafede! Se anche rivedendo decide così allora vuol proprio dire che è corrotto!” Questo avrebbero detto i tifosi della squadra “danneggiata”. Chi si vuole lamentare si lamenta sempre e comunque. Ricordo varie volte allenatori lamentarsi delle scelte arbitrali a sfavore anche se giuste, allenatori dire “si il nostro gol era in fuorigoco, ma il guardalinee fa il fenomeno solo con noi” oppure “il rigore c’è ma è l’arbitro è stato fiscale, a noi sti rigori non li danno mai”. Ve lo ricordate Antonio Conte che siccome non gli danno un rigore col Genoa entra in campo insieme a Chiellini con l’aria di uno che vuole invadere la Polonia? E poi litiga coi moviolisti perchè gli dicono che Il rigore non c’era? Ve le ricordate le manette di Mourinho? L’arbitro espelle due giocatori dell’Inter e lui gli fa il gesto delle manette. Poi la moviola certifica che le due espulsioni erano giuste, ma pazienza, quanto si sono esaltati i tifosi…
Quindi non creiamo nuovi alibi o occasioni per lamentarsi di più, lasciamoci la possibilità di dire che l’arbitro è ciecato, fuori forma, ha sbagliato, perché se dovesse sbagliare con la moviola in campo (e capiterebbe continuamente, almeno per i tifosi di una delle due squadre) ahinoi.
Qualcuno dirà che negli altri sport si usa la moviola in campo, vero. Si usa nel tennis e nella pallavolo ma solo per stabilire se la palla ha oltrepassato o meno una linea, cosa che l’ immagine chiarisce immediatamente e non è soggetta a interpretazioni.
Una considerazione personale sugli errori fatti (sono un interista con una discreta antipatia per Totti, quindi perfetto per parlare di Juve-Roma, le odio tutte e due!,sportivamente ovvio). L’unico errore gravissimo a parer mio è il primo rigore su Maicon, gli altri se sono stati errori, ancora non l’ho capito con certezza, non mi paiono così gravi, addirittura il gol del 3 a 2 in punta di diritto (come direbbe l’avvocato Coppi) è regolare in base alle ultime regole Uefa-Fifa. Il casino e il relativo nervosismo dei romanisti in campo e nel dopo partita sono frutto del primo errore, gli episodi successivi, se sono errori, non sono gravi, ma chiunque ha giocato a calcio sa che nel momento in cui pensi che l’arbitro ti abbia fatto un torto anche una rimessa laterale a sfavore diventa la prova del complotto. Quindi, a parer mio, tutto il casino deriva dal primo rigore, e senza quell’errore la partita è stata normale. Lo so che siamo il paese di Calciopoli, di Luciano Moggi e delle sue schede svizzere usate per poter parlare senza essere intercettato con arbitri e designatori (ci hanno indignato le cose che si sono detti da intercettati, chissà le cose che si son detti quando non lo erano!!!, scusate ma mi è uscita la vena interista), ma quanto ho visto fin qui in questo campionato non mi fa pensare che siamo tornati a quei tempi, e io il campionato 2004-2005 lo ricordo bene.
Ho visto poi le interrogazioni parlamentari e le polemiche politiche, un deputato del Pd sostiene che queste cose scoraggiano gli imprenditori stranieri a venire ad investire in Italia… (secondo me scoraggia di più sapere che in parlamento si parla di Juve-Roma, quanto mi sale la vena populista!)
Il problema è che siamo calciocentrici, l’unico sport che si segue in Italia, degli altri ce ne frega solo alle olimpiadi, per cui gridiamo allo scandalo e alla vergogna per un rigore e ignoriamo totalmente gli scandali veri.
Volete un vero scandalo sportivo? Uno grosso grosso? Beh sappiate che recentemente hanno beccato 38 componenti della nazionale di Atletica che per un paio d’anni se ne sono impipati dei controlli antidoping con membri della federazione che abbozzavano. Nell’atletica, come nel ciclismo, gli atleti di un certo livello devono notificare il proprio recapito all’antidoping per poter essere sottoposti in ogni momento a controlli fuori competizione, dato che fare i controlli antidoping solo dopo le gare serve a poco. Secondo le regole internazionali se un atleta non viene trovato doveva aveva dichiarato di essere per tre volte in diciotto mesi va squalificato per due anni. Di quei 38 in quattro hanno mancato l’appuntamento 8 volte!! In cinque 7 volte e giù a scalare, 38 atleti della nazionale se ne fottevano dell’antidoping e nessuno è stato squalificato! Scandalo vero! Vergogna vera! Ma soprattutto, che ce ne fotte dell’atletica?!?!

p.s. solitamente gli atleti delle discipline poco seguite, tipo atletica, lamentano la scarsa attenzione a loro attribuita rispetto al calcio. Ironicamente per questi 38 la scarsa attenzione di media e pubblico stavolta non è affatto male.

Lo scemo del villaggio

Sono stato un primo della classe, una volta nella mia vita. Di quelli perfettini che non andavano impreparati ai compiti in classe, e se lo avessero fatto mai, si sarebbero sentiti un pericoloso fuorilegge.
Basta esserlo anche per poco, e ci si accolla l’ansia di deludere le attese, tradire le aspettative che ci hanno messo addosso nel merito di qualche risultato precedente. Non è civetteria nè voglia di primeggiare, ma un vero e proprio tunnel psicologico, che non abbandona, e che ritorna anche dopo una vita. Un passo falso, e mentre consegna il compito il professore incredulo non ti riprende come fa con gli altri, ma ti domanda “come mai??”.
Consigliere comunale, il ruolo è serissimo. Ci sono arrivato con molta ironia, vuoi una foto, vuoi qualche battuta, vuoi l’articolo sbellicante di Emilio Colombo su questo blog o quello di Luca Bedino sul suo Ignorante con stile. Ora sì fa per davvero.
Da una parte, la libertà più assoluta, un ruolo che permette di accedere a qualsiasi documento amministrativo comunale e dal quale si può decadere solo per decreto del Presidente della Repubblica. Capite ben voi, mica cotica.
Dall’altra parte, le aspettative. Di chi ti ha votato, di chi non ti ha votato, di chi è stato votato con te. Il primo della classe, pur di non deludere, dà ragione a chi si aspetta che gli sia data ragione, sia il professore, il cittadino o l’assessore. In questo ero così bravo che anche quando non avevo studiato poi così bene, nelle interrogazioni tentennavo quel tanto che bastava per far completare le frasi ai professori stessi, ed era come se l’avessi detto io, perchè ero il primo della classe e non potevo non saperle, quelle quattro stupidaggini, pensavano.
Ma chi lo è stato una volta, rischia di restarlo per sempre, d’avere un focolaio influenzale sopito ma pronto a diffondersi nuovamente nell’organismo. E chi verrà a domandare troverà uno studente modello affrettarsi a dar ragione e a premurarsi: per i cittadini sarà l’esempio dell’efficienza, per i colleghi l’elemento organico su cui contare sempre. Bene, ma non benissimo.
Invece tenterò di no, perchè se per fare la politica seria non basta metter su la cravatta, non basta nemmeno dire sì o dire no, ma serve coltivare il dubbio, sempre.
Da domani, nel mio piccolo, inizierò il mio percorso mettendo su la maschera dello scemo del villaggio, quello che vacca boia non sa nulla di nulla, e per questo nulla promette e nulla concede. Quello che quando verranno a domandare non s’affretterà a rispondere, ma farà scena muta, per poi tornare a casa e fare i compiti, diligente ma libero.

ps. perchè “da domani”, lo svelerò nelle prossime puntate. To be continued.
pss. non è mia intenzione fare la cronistoria d’ora in avanti di tutte le beghe consiliari che mi capiteranno, ma qualcosa sì, perchè, come dice il sottotitolo, siamo un blog di formazione politica.